lunedì 30 gennaio 2012

Ancora Sorgente Tufere!

 

Continuano fruttuosissime e con risultati sempre più esaltanti, le esplorazioni nella Sorgente Tufere (Pisogne – Bs).Tufere galleria

Come dicevo nel post precedente, questa risorgenza ha già in regime normale, portate molto elevate, e a causa della forza della corrente le immersioni speleosub risultano assai difficoltose per il grande dispendio di “ossigeno” dovuto alla fatica: il sub deve praticamente trascinarsi ai sassi sul fondo…

Il periodo siccitoso è sicuramente favorevole, e quindi sabato 28 abbiamo tentato ancora, fermi su un secondo sifone che non faceva dormire Luca Pedrali e gli altri.

 

 

Tufere  forra

Oltre a Luca, entrano nuovamente i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani. Questa volta dovranno superare il primo sifone (140m; -14), poi cambiarsi, superare risalite e traversi con le tonnellate di materiale e poi reimmergersi ancora. Scopo della punta è: passare il Sifonazzo e poi rilevare il più possibile.

E così fanno, mentre il resto della combriccola “sebinica” rimane all’esterno sotto la neve…

 

Il risultato di questo “toccate fuga” è esaltante: a +78 m Luca e Davide superano il Sifonazzo, lungo 35 m e profondo 3,5, poi riemergono in un tratto infame, con qualche strettoia e passaggio tra pezzi di soffitto crollati, poi si reimmergono nel TERZO sifone (10 m; -2) e quando escono, hanno davanti una gran forrona . Il percorso è sempre più da canyoning, con vasche in cui ci si può veramente tuffare. Rilevano in totale 120 metri, salendo ancora, fino a +112!! Si fermano in una vasca in cui si nuota, sotto una cascata di 5 metri, oltre la quale si intravede la struttura sempre più alta ed enorme andare avanti...

Tufere nuovosez

Tufere 29-01-12

3D Tufere 29-01-12

La Sorgente Tufere misura ora 580 metri di sviluppo, per un dislivello totale di 126 metri. Grandissimo risultato esplorativo, sia come impresa speleosubacquea, che per la speleologia del Monte Guglielmo. Sperando di non sbagliare, credo sia tra le più sviluppate dell’area.

Max Pozzo

martedì 24 gennaio 2012

Esplorazione Tufere 21-22 gennaio 2012

 

Come preannunciato, durante il week end sono state effettuate due immersioni nella Sorgente Tufere, con l'obiettivo di superare la cascata in risalita oltre il sifone (lungo 140 metri e profondo 13 metri), ferma da molti mesi dopo 140 metri di condotta aerea sotto una scrosciante cascata.
La sorgente Tufere (Govine di Pisogne - Bs) si pone ad una quota di 420 metri circa (240 metri sopra il lago d'Iseo), e si ritiene sia una delle principali bocche d'acqua del profondo sistema carsico che si nasconde nel poderoso massiccio del Monte Guglielmo (1.957 m s.l.m.): la portata e soprattutto la forza della corrente, impediscono l'accesso per lunghi periodi l'anno, mentre in regimi di piena fa veramente impressione.

2012-01-21 12.21.36

E' da tempo che, in parallelo all'esplorazione del complesso Abisso Bueno Fonteno, ci siamo proposti di proseguire un gran lavoro di ricerca iniziato da decenni da altri gruppi speleologici, soprattutto bresciani: quello di scoprire cosa si cela all'interno del Monte Guglielmo.
Raccogliendo tutta la documentazione preesistente, rivisitando il più possibile e con le nuove scoperte, si spera di centrare l'obiettivo anche sul lato bresciano del Sebino.
Il periodo propizio ha facilitato le operazioni subacquee, e i tre speleosub, Luca Pedrali e i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani, con supporto di numerosi soci del Progetto Sebino, si sono immersi la prima volta sabato 21, trasportando in due viaggi i materiali necessari per "l'artificiale" e risagolando il sifone (devastato dalle ultime piene).

 

La vasca di raccolta che alimenta la centrale elettrica di Govine


Superata la prima risalita (circa 20 metri), la grotta si ingrandisce e prosegue alla grande in ambienti di dimensioni che aumentano considerevolmente. Il percorso rimane costantemente bagnato dalla presenza del fiume in un ambiente quasi da canyoning. Dopo una cinquantina di metri in condotta che si allarga (5x4m), una nuova verticale impone il ritorno alla base esterna: gli ambienti qua sono molto vasti rispetto all'esplorato, e il dislivello da coprire è di almeno 35 metri.. Il fiume poi si riversa dappertutto con una cascata "potente": difficile anche fare foto o filmati (ma ci riescono!!!). Tufere oltresifone

Nella seconda immersione, quella della domenica 22, la squadra di forti speleosub e soprattutto di esploratori, con non poche difficoltà attrezza la nuova verticale raggiungendo in arrampicata (e sotto cascata) una nuova galleria: superato anche il nuovo ostacolo, i tre entrano in una condotta allagata e dopo poche decine di metri si trovano di fronte ad una nuova barriera d'acqua da superare. Un nuovo sifone!! E bello transitabile!!
Luca lo battezza come "Il Sifonazzo".

Nel ritorno vengono anche prelevati campioni di fauna acquatica ed effettuata topografia e video/foto.
Dentro il Guglielmo quindi: finalmente una "porta" che attesta ciò che si è sempre supposto: anche questo massiccio nasconde un mostro, e la cresta (con parecchi inghiottitoi soffianti) è a 1500 metri più in su...
Forza adesso! Si è aperta la caccia al tesoro.....
Tantissime le verticali presenti in zone alte, ma sempre chiuse in perfidi restringimenti o frane, e solo in un'occasione si è riscontrata la presenza di corsi d'acqua "da tracciamento" (cosa che faremo a breve).
Gli ambienti esplorati ieri finalmente sono la prova di "cose grosse", e per l'ennesima volta si è appena all'inizio di una nuova avventura: a quanto pare ci saranno nuove leve nei prossimi corsi di speleosub!
La grotta prosegue dritta verso il cuore della montagna, e per il momento ha uno sviluppo di 440 metri, e un dislivello di 91 metri (+78; -13)... ma solo fino a sabato prossimo...

Tufere sifone

Un grosso plauso ai vari soci presenti (una trentina circa in due giorni) per l'organizzazione logistica del tutto, appoggiati anche dal Comune di Pisogne e con il permesso della Idroelettrica Lombarda srl, che ne gestisce la captazione.
Ma i complimenti "speciali", oltre al mitico Luca Pedrali che ha sempre più "naso", vanno a Davide Corengia che ha attrezzato in condizioni non da poco e Stefano Gallingani, per la collaborazione


Max Pozzo

giovedì 12 gennaio 2012

Comunicato 9 gennaio 2012

 

Si è concluso positivamente il "ponte" della Befana nelle profondità dell'Abisso Bueno Fonteno (Bg).
Il vario programma esplorativo aveva in previsione una nuova immersione di Luca Pedrali nel Sifone Smeraldo (-451 m), e la prosecuzione di una risalita nell'imponente forra di Carrigo, che dal fondo risale per 150 metri di dislivello ed è ferma sotto un enorme camino dal giusto nome, Vedonero, stimato dopo i primi 60 metri di artificiale, ulteriori 100 metri di nero...
Siamo entrati in tredici con alloggio all'ormai mitico Campo Base di -420, tra cui anche quattro amici bresciani del GGB.
Sveliamo quindi l'enigma del sifone passato: Luca si è immerso pinneggiando in una galleria (2x1,5m) fino al limite precedente di circa 50 metri in linea d'aria: poi la condotta si allarga fino a quattro metri e scende verso il basso in una forra che lentamente diventa sempre più enorme. Dopo 60 metri l'ambiente scende a gradoni e si "apre" a forrone: a circa -40 metri, e per poco più di 100 metri di sagola, si affaccia all'ultimo gradone perdendo completamente le pareti circostanti e stimando almeno ulteriori 50 metri di vuoto verso il basso. Fermo quindi tipo"Sanctum" con tutt'intorno il nero assoluto, le sue parole finali sono state "va giù di bestia... è immenso... c'è qualcosa di bestiale!!!!"
Lungo il percorso si intravedono prosecuzioni sempre sommerse che potrebbero risalire in "aerea". Diventa quindi necessario un altro tipo di approccio, con topografia e Rebreather: le immagini della piccola GoPro sono comunque eloquenti... da pelle d'oca...
A questo punto la prima cosa da capire è: ma a che cosa siamo di fronte? Il Lago d'Iseo è ancora molto più in basso e lontano....
Congiuntamente a questa importantissima performance sia dal punto di vista sportivo che esplorativo, il festino proseguiva sotto Vedonero, con i forti arrampicatori bresciani, Matteo Rivadossi e Giorgio Mauri.
A differenza del nostro classico stile in artificiale, il loro metodo "ventose alle mani" li fa proseguire brevemente per ulteriori cinquanta metri di parete in un cilindro enorme. Più sale più si allarga: 20 metri di diametro non glieli toglie nessuno...
La stima di quel che manca fa impressione: Matteo illumina l'ambiente con cascata che scroscia per altri 70 metri! Un pozzo gigantesco di quasi 200 metri!!! Che dirvi... impressionante: inutile esprimere quanta euforia nel festone del sabato notte al campo.
Bueno Fonteno è veramente una bestia sia in aria che in acqua.
20 km conosciuti per un dislivello totale di circa 560 metri, e si continua a pensare di essere perennemente all'inizio. Non smette mai di stupire.
La violenta corrente d'aria che lo percorre in ogni sua diramazione parla solo di immensità: se a mezzo km dall'ingresso si avverte il profumo del vin brûlé preparato dalla Protezione Civile, qualcosa vorrà pur dire...
Ringrazio gli "gnari bresciani" (M.Rivadossi, G. Mauri, G. Uberti e S. Sparapani) per la preziosissima partecipazione e i soci di questa associazione, veramente sempre spettacolari. Tutti per uno e uno per tutti: solo così si va avanti.


Max Pozzo

lunedì 19 dicembre 2011

Report 18 dicembre 2011

Report 1

Questo week end è stato variegato. In diversi sono entrati in grotta e non.

Sabato, Luca, Laura e d io siamo stati nel bresciano, prescisamente alla grotta n.888 in esplorazione dall'ASB da qualche anno.
Luca è intenzionato ad effettuare un'immersione nel sifone finale, su richiesta del gruppo bresciano.
Abbiamo quindi trasportato le bombole fino al fondo (due sacchi), più relativo materiale (pinne ecc.), con supporto di altri quattro speleo besciani.
La progressione fino al fondo é di circa 1 km per un dislivello di 130 metri: ma le misure decisamente diverse da quelle a cui ci siamo abituati, hanno reso l'uscita più impestata del previsto. La pioggia del giorno prima ce la siamo presa tutta in grotta: gran parte dei passaggi sono strettoie spesso allagate, cunicoli e meandrini disagevoli. Ogni tanto anche ambienti in cui si cammina e i pochi pozzi comunque ampi.
La parte finale ha basse condotte allagate, e le bombole sono sistemate in una sala che precede il cunicolo del sifone (100 mt con solo spazio per la faccia e poi sifone).
L'immersione è in data da destinarsi, sicuramente dopo quella di Bueno.

Domenica, Laura, Livio e me, abbiamo girato in esterno due vallette in zona Cargadura, in pianta sopra i rami del fondo e soprattutto di VEDONERO. Nulla di fatto, nemmeno l'ombra di un nuovo ingresso.
Bello poi incontrare la squadra Edo-Laura-Rana che uscivano "belli freschi" da una punta di 16/18 ore in Bueno... Con supporto esterno di Paolo Tenga e Silvano.

massimo

report 2

io, Conte e robocop-korrad abbiamo fatto un trekking sino alla miniera Gottardo alto, posta lungo il sentiero che porta a Malga Aguina.
Nonostante il ghiaccio sulla mulattiera ci siamo infilati per un po' al suo interno.
Passaggi angusti e scavi nel puro strato sub verticale, ci hanno fatto desistere nell'esplorazione, comunque interessante per chi la volesse riprendere...



Sicuramente la miniera è antica data la morfologia dello scavo.

Ghiaccio & neve permettendo ci siamo riproposti sotto le feste di andare all'attacco della "X" misteriosa indicata dal Geologo Fenaroli.


VEZ

sabato 17 dicembre 2011

Campo 9-11 dicembre 2011

 

Purtroppo, l'immersione di Luca è saltata causa influenza del nostro miticone.

Peccato perchè le condizioni dell'Abisso sono sempre più ottimali se continua a non piovere: oggi (anzi, ieri...) il sifone era limpidissimo al punto che si intravvedeva l'imbocco della condotta sommersa.

Ma in programma, come "piano B" c'era la risalitazza di Carrigo, lasciata ferma in parete a + 20 la settimana scorsa.

Entriamo quindi venerdì sera, Laura R., Kraus, Dado, Fabio ed io.

Bueno è a regime idrico bassissimo, e si arriva al campo asciutti: cosa già molto vantaggiosa. E poi il ritmo è buono, e quindi entrati alla mezza e mezza, verso le 5 si va a nanna.

IMG_2329

Dopo 5/6 ore di sonno si parte, dividendoci in due squadre: io e Dado continuiamo la risalita, Fabio, Kraus e Laura sistemano un po' di traversi lungo il percorso rendendolo sempre meno pericoloso e più agevole. Buono anche perchè ora tutti cominciano ad armeggiare con trapano, corde, nodi, ecc.

La risalita di Carrigo è gran bella cosa.

Stavolta "testo" il trapano Metabo procurato da Corrado (che alla fine non lavora male, ma ha un po' di limiti con le batterie).

Un ambiente vasto che sale... ma si intravvede lassù il bucone nero che prosegue.

Non mi dilungo su tutto l'attrezzamento dell'artificiale, ma sono stati necessari parecchi chiodi causa tratti di placche marce a circa +30.

La lunga attesa dei prodi dabbasso è stata premiata dopo ben 50 metri secchi di verticale, con ultimi 15 metri parecchio aggettanti.

Ristabilita la squadra si prosegue con un'arrampicata forrosa, fino a raggiungere dopo breve la base d un nuovo camino giudicato da tutti veramente impressionante.

Dimensioni improponibili (in alto credo che tocchi i 20 metri di larghezza): i nostri fari, decisamente potenti, non riescono ad illuminarne il soffitto.

A rilievo indico in maniera fittizia 50 metri, ma potrei scommettere anche su 80 metri di bestione.

VEDONERO l'abbiamo finalmente trovato...

Con la solita cascata contro parete, un gran bel saltone a circa +30, e colata gialla calcitica, che contrasta fortemente con le pareti scurissime.

Inquietante e bellissimo allo stesso tempo: un mostro... perfettamente ellittico. Più si illumina in alto, più sembra che si ingrossi....

Carrigo

Euforia alle stelle, anche se qualche centinaio di metri di condotta o forra, non ci sarebbe dispiaciuto.

Questa gigantesca verticale ora supera il livello del ramo Fossile, e quindi dubito che sia collegata a qualche forra che parte da zone alte di Bueno: l'impressione è che si tratti di una struttura indipendente che va a intercettare Bueno, e quindi un nuovo abisso di cui cercarne l'ingresso.

E così, come per l'immersione, mi piacerebbe organizzare una bella "Risalita di Progetto", dove i vari risalitori si danno il cambio dopo 15-20 metri a testa.

Non ho idea di cosa possa esserci lassù quando si comincierà a camminare un po'.... forra o condotta, di sicuro sarà enorme e ci porterà lontano nella montagna...

I lavori di sistemazione armo si protraggono un po', per cui rientriamo al campo a notte inoltrata, tutti un po' provati, ma fantasticando di brutto....

Uno spettacolo!

massimo

mercoledì 7 dicembre 2011

Campo 2-5/dicembre/2011

 

 

Prologo

Finalmente la fatidica data di attacco al grande camino inviolato di Carrigo.

L'aspettavo da qualche anno....

E' un pozzone, con cascata notevole, stimato sui 40 metri e largo più di 10. Una bestia. Fermo lì da un po', nel settore più lontano del ramo del fondo (escluso Fangùl).

Impostato su una forra in faglia altissima, quasi 200 metri. Per ora ne abbiamo risaliti 160, tra forre e camini.

Lassù c'é l'ignoto totale, e si può salire per parecchio perchè sopra c'é tanto monte, quasi 800 metri: è quindi una campagna esplorativa che val veramente la pena da portare avanti, pur essendo impegnativa ci darà grosse soddisfazioni.

Comunque venerdì sera, verso mezzanotte si entra: Laura R., Rana (all'anagrafe Gritti Giovanni), Max.

Al campo base andiamo a dormire alle 4.20, con l'intenzione di riposarci un po', svegliandoci in mezza mattinata.

Capita però che non abbiamo sveglie funzionanti, nè orologi con sveglie.... o meglio, così è parso a noi....

Quando Laura esce dalla tenda e legge sulla sveglia nuovamente le 4.20, pensiamo che la sveglia comprata da un cinese, sia veramente fuori uso.

Prima preoccupazione: senza orologi, come faremo a sapere quando uscire? Boh!

Dopodichè il colpo di scena... la sveglia funziona... un altro orologio conferma.....ABBIAMO DORMITO DODICI ORE!!!!!!!!

La risalita tanto attesa, quasi quasi rischia di sfumare: per arrivare al camino ci vuole circa un ora e mezza dal campo...

Non possiamo che fare colazione con due bei piatti di tortellini scaduti a fine agosto, e volare.

IMG_3096

Riusciamo a portare a Carrigo parecchio materiale, sia per risistemare l'armo la prossima volta, che in previsione di future esplorazioni.

La cascata non è corposa stavolta, e quindi, seppur tardissimo, iniziamo la risalita.

Nel frattempo Laura sistema una tendina ristoro, perchè il posto è ventosissimo e nebulizzante: si bagna tutto...

Con il laser valutiamo il camino, che alla fine è un bel 40, e iniziamo le danze risalitorie.

Devo fare una nota di plauso al mitico Rana, che decide di imparare a risalire per la prima volta proprio in un mostro del genere.

Rana sale, velocemente e anche bene. Supera il tratto peggiore, quello sotto vento e acqua.

In circa due orette sale almeno venti metri.

Da lassù si può valutare bene quanto manca, e vedere che in alto c'è un gran bel buco nero da cui esce il fiume.

Ci fermiamo qua. Sapendo che se non avessimo poltrito, saremmo arrivati in cima in una volta sola.

Comunque soddisfattissimi.

Tanto tra una settimana la portiamo a termine....

Lasciamo in loco tutto.

La domenica, rassettiamo per bene il campo in vista della prossima immersione di Luca, e quindi partiamo verso le 15, uscendo perfettamente quattro ore dopo.

Apprezzatissimo il gran lavoro dei ragazzi della notte, che hanno risistemato il tubo sul P25, che ora non bagna proprio più.

Massimo

domenica 20 novembre 2011

Campo 18-20/novembre/2011

 

Durante l'ultimo week end siamo rientrati finalmente in Bueno, e precisamente al campo base.

L'intento era quello di riassettare il tutto e preparare l'attrezzo da circo Orfei inventato da Corrado per far immergere Luca nel sifone di fondo.

Come saprete, é prossimamente in programma una nuova immersione di Luca nel Sifone Smeraldo, ed è da tempo che si sta studiando un sistema per far sì che Luca possa "pinnare" nella condotta, anticipando l'ondata di fango....

Archimede Corrado, o meglio noto come "L'Uomo che spostava le pietre", ha quindi inventato un'altalena che porterà lo speleosub sospeso sopra il sifone, e poi verrà calato dolcemente in acqua da un gruppo di malati presenti.

Immaginatevi quindi l'armo con teleferica in cavo d'acciaio, e le peripezie fatte per costruire 'sto coso sopra il sifonazzo.

Comunque: nel tardo venerdì sera entriamo Kraus ed io, e verso le 3 di notte siamo al campo.

Fuori era freddino e Bueno aspirava da paura. Acqua dentro non molta (scarso regime invernale), ma quanto basta per arrivare in ogni caso bei bagnati al campo.

Con noi anche tre sacchi, ma non esagerati.

Sabato mattina entrano Laura R, e Luca con sacco solito, e Corrado con due monoliti dei suoi.

Nel frattempo con Kraus armiamo un traverso che supera la cascata di Cattive Acque, e permette di non fare il lavaggio sotto la cascata. La condotta alta prosegue enorme, ma traversare fino al fondo sarà un'opera incredibile che porteremo avanti con calma. Quindi, dopo una trentina di metri, ci ricaliamo in forra.

 

Dal lato esplorativo il treversone può regalare molto: dopo i primi 10 metri abbiamo già trovato un nugrip fossileovo camino con meandro concrezionato che se ne va via, e bastano quattro chiodi per esplorarlo... a 5 minuti dal campo....

Sicuramente, mancando ancora almeno 2 o 300 metri in ambienti larghi anche 15 metri (ma con 30 metri di forra sotto i marones...), possono nascondersi altri camini, o gallerie o bivii in ambienti fossili e grossi....

I tre sabatali arrivano poi nel primo pomeriggio e subito si va al sifone, dove viene attrezzato il marchingegno degno di avere un posto nella prossima mostra di Da Vinci, sotto il capitolo "macchine demoniache speleo"...

A sera inoltrata, rientro al campo e solita stortellinata bagnata da vino e grappe della casa.

E poi... russamento generale!!!!!

Domenica mattina, dopo la solita gradita colazione al bar di -420 metri, si parte per tornare all'esterno.

Usciamo nel pomeriggio con le temperature che cominciano a far pizzicare le mani.

massimo

martedì 18 ottobre 2011

report 16/10/11

 

 

Ho un tarlo che mi gira in testa da mò e penso sia lo stesso tarlo che ha scavato quella condottina soffiante a NO-TRANO."

Questo è quello che scrivevo il 27 Settembre a Grip.

Oggi scrivo Tarlo Bastardo!

Sabato pomeriggio io e Laura M. siamo andati a NO-TRANO.

Premessa: Bueno è secca, praticamente i fiumi sono ridotti a rivoletti.

Aria a sifonok in stallo, si sta preparando al cambio di stagione.

Entrati alle 18 e arrivati a destinazione alle 21.

Laura si sistema con un armo su due clessidre (siamo a soffitto della forretta) e io entro nella condottina per verificare la situazione e dopo pochi metri comincio a porconare.

Non me la ricordavo così stretta!!!

Arrivo sul punto critico con il casco in mano ma la conda si abbassa e gira a destra.Forzo un pò ma lo sterno è meglio lasciarlo integro.

Problema, mi rendo subito conto che allargare  è impossibile, non c'è spazio nemmeno per una scoreggia. (rendo l'idea?)

Aria ce nè in abbondanza e se la ciuccia che è un piacere....Che fare????

Torno indietro in retro abbastanza affranto ma ho l'asso nella manica...il trapano percussore vivente attaccato all'armo.

Laura entra ed arriva al punto critico, non passa nemmeno lei ma mi dice di pasarle la mazza e comincia a lavorarsi la condotta.

Io attendo sdraiato nella condotta maledicendo i kili di troppo fino a quando vedo che le sue gambe se ne vanno.

Dice: Si, va avanti cinque metri poi rigira a sinistra, le dimensioni non cambiano, prosegue e mi aggiorna.

C'è un saltino e poi prosegue ancora ma rigira di nuovo a destra e prosegue, c'è una pozzetta di acqua e ci devo passare dentro e poi....azz ci sono tre concrezioni.

Mi sembra di stare in prigione!

Torna indietro a prendere la mazzetta che aveva abbandonato alla prima curva e ritorna a ifierire sulle sbarre...."no, perchè mi girano un pò le balle!" dice.

Io attendo sdraiato con la speranza di un bell'urlo tipo: si allarga!

Dopo aver mazzato per un ora e mezza torna distrutta...l'ultima concrezione non demorde e si trova proprio dove la condotta gira di nuovo.

Ho perso il conto, destra sinistra destra sinistra....ci rifocilliamo quasi in silenzio e il pensiero in comune era quello...come fare?

Mi faccio raccontare tutti i minimi partiIMG_2408colari, analizziamo e rivalutiamo più volte, quasi con la speranza di allargarla con il pensiero.

Dopo la pausa ristoro e recupero energie il trapano umano si riattiva....dicendo: "no perchè mi giano le balle!"

Si riinfila e ricomincia a mazzare per un ora...(meglio pensarci due volte prima di far girare le balle alla Lauretta!).

Sento che non mazza più, spero ma subito dopo la sento sforzare...torna delusa dicendo che non riesce più a proseguire perchè la conda gira a 90 gradi secchi e non riesce a proseguire ne di pancia, ne di fianco ne di schiena, bisogna far saltare l'angolo.

Due metri più in là vede un laghetto, non vede le pareti (quindi si allarga) con concezioni che si immergono o si riflettono in acqua.

Io mi mangio le mani....Laura è stata grandiosa...ha mazzato per tre ore con il casco in mano inzuppata come un pavesino.

Usciamo per le 8:30 di domenica mattina e alle 9 incontriamo Corrado e Luca che stavano per andare a fare il tur dei laghi.

Questo è quanto, un pò deluso ma rincuorato dal fatto che la Lauretta vuol tornare e la prossima volta per passare!

Io intanto mi metto a dieta e mi devo fabbricare in vagoncino per estrarre il materiale di scavo.

Ledo

lunedì 26 settembre 2011

Report 26-09-11

 

Vista l'impossibilità di fare campo base, e quindi tentare la ormai agognata risalita di Carrigo nell’estremo ramo del fondo, optiamo per un sabato notte ad Ariasanta.

Il ramo, esplorato l'anno scorso, è quello che si spinge più a monte della "bestia" e geograficamente si piazza esattamente 165 metri sotto il fondo della Laca de la Foppella (tentativo di scavo e disostruzione pochi mesi fa, con risultati magri). E si stacca dalla grande forra che porta a Gran Rondò tramite una condotta forzata a soffitto ventosissima e molto concrezionata, con sabbia sul fondo. Questa condotta incrocia il meandro di Ariasanta con un ramo a valle (termina in sifone) e uno amonte, attivo.

Nella parte alta, eravamo fermi su condotta ventosissima con il passaggio sbarrato da grosse concrezioni, difficilissime da far saltare.

Partecipanti: Max, Fabio, Laura R.

Entriamo verso le 19 di sabato, con materiale disostruttivo, più  corde e moschi per sistemare qua e là.

Bueno é in ottima forma: solito vento e acqua nella norma.

Ariasanta è lontana, bisogna fare tutto Sifonik, Bivio e ancora un mezzo chilometrino.

Poco prima del bivio, in un tratto infido stavolta tocca a me volare e cadere in pozza... Emulo di Grip, evito per poco l'uscita della spalla destra.

Doloraccio. Provo a proseguire. E in quattro ore circa arriviamo a destinazione.

Prima di arrivare in fondo, immettiamo due cucchiaiate di fluoresceina nel corso d'acqua locale, per verificare se ritorna nel ramo di Sifonik da qualche affluente.

L'effetto "verde fluorescente" é sempre uno spettacolo visivo che rende il tutto molto particolare. Strano seguire un fiume verdissimo in grotta...

Poi si va fino in fondo.

Inutili i tentativi di passare attraverso le concrezioni, tentiamo la carta "sfondamento pavimento" per percorrere il ramo nel settore attivo e stretto del ramo.

Dopo un paio di giri "decisi", il crostone crolla e ci caliamo nello strettino, 3 metri più sotto. Ma proprio strettino con corso d'acqua che bagna un po'.

Laura avanza nello stretto con mazzetta, Fabio spacca con mazzone, io cesello con seconda mazzetta.

La squadretta avanza fino a superare la zona critica finendo poi davanti ad un bivio ventoso da tutti e due i lati con aria entrante.

Purtroppo da un lato c'è un cunicolo allagato da cui proviene il rivolo e anche un vento notevole. Tentiamo uno svuotamento ma il livello si abbassa di 5 cm, sicuramente sarà possibile la prossima volta con circa 4-5 metri di tubo. Dall'altra parte, LaurAracnia, si infila in una forra che stringe al limite (ma con parecchia aria), che si potrebbe allargare con una palettina per il fango: le pareti erano di fango... ma con una mazzetta era impossibile.

Ariasanta settembre 2011

In totale una cinquantina di sudatissimi metri (Bueno fa 19.130 mt di sviluppo). Peccato per stavolta, si pensava che superando il limite ultimo, si potesse volare in gallerie ventose, visto che nel ramo ce n'é tantissima. Comunque... siamo passati....

Ma val la pena fare un ultimo tentativo col tubo, chissaquando.

Altro dato interessante é che le acque verdi non escono in Sifonik, quindi queste acque vanno verso il basso in zone ignote a noi.

Nota stonata é che dal rilievo in poi perdo praticamente l'uso del braccio destro, e quindi il lungo percorso del ritorno è stato un gran bel tedio, considerando che non potendo progredire come al solito, ho incatenato una discreta catena di successive "sfighe", con botte e altri scivoloni.

E quindi un plauso a Laura e Fabio che hanno trasportato i soliti sacchi intonsi, e ben coadiuvato i miei porconi e lentezze del ritorno.

Si esce verso le 13, con partenza da Ariasanta verso le 7.30 di mattina.

Bueno é un viaggio.

Bello, comunque, come sempre...

Massimo

sabato 13 agosto 2011

"Arva-Vox...my pipe dream?"

 

Siamo entrati a mezzodì, Massimo ed io.
Giornata splendida, mi sentivo caricatissima e con l'acquolina da grotta che aspettava d'essere soddisfatta.

Dopo aver sentito tanto parlare del ramo "Estigazzi" non vedevo l'ora di provarne l'ebbrezza..
Non è riuscito a domarmi..Estigazzi!
Davvero da goduria: veloce, "pulito", vicino all'ingresso; un pò bagnato, ma sostenibile: alle 20 eravamo "fuori-fuori".

Siamo stati bravissimi: tempismo perfetto per la prova Arva.
Raggiunto Binocolo (nome azzeccatissimo) ci siamo diretti alla condotta dove mi sono infilata per posizionare l'Arva; il mio primo commento a Massimo: "ma come caspita hai fatto ad infilarti qua dentro?" (ovviamente l'espressione era più colorita..).

Ho cercato di posizionare l'aggeggio il più in alto possibile e alle 15.07, emozionatissimi, ci siamo messi in contatto!
"Aspetta, non respirare!", "mi sembra.....ma io, ma io...li sento parlare!!!", "eppure io..."

Abbiamo respirato piano piano, orecchie (mie) tesissime, poi, Massimo, mi dice che è praticamente impossibile...Anche se ha assecondato per qualche lungo minuto le mie allucinazioni uditive.
Immaginare gli arvisti al di là, lassù, mi ha fatta sentire come una bimba speciale di fronte ad un evento unico (ripetibile, ma mai come la prima volta).

 

Binocolo

Caparbia sentivo il bisogno di vedere al di là di quella concrezione che non mi lasciava passare la testa; chiedo a Massimo gli "strumenti" (perchè la speleologia è anche un'arte), con qualche contorcimento raggiungo luce e mazzetta; feroce tolgo il kasko e scalfisco il poco che mi permette di lasciar passare anche parte del torace, ma che rimane comunque troppo compresso nella strettoia per permettermi di "passare oltre"; potrei spingermi, ma la sensazione, netta, è che non sarei riuscita a disincastrarmi...meglio non solleticare la sorte.

I miei occhi vedono, magari l'udito sarà stato tiranno, ma la vista no. L'ambiente prosegue a destra, verso l'alto ed è molto simile alla forra iniziale. L'eco, però, quello sì era reale.
Sono attimi di gioia, siamo già proiettati al giorno del botto che ci lascerà proseguire.

Al rientro cerchiamo zone ambientalmente stimolanti per il report fotografico e alcune vasche che si prestino alla colorazione verde acido della fluoresceina; tra i due, Massimo è quello che lavora di più...quanto mi piace "l'imparità" dei sessi!! Lui è davvero bravo, alcuni scatti sono da vertigo.

Manca solo la musica. Voglio la musica a -20dB, renderei mille volte tanto.
Usciti ci siamo trovati col gruppo Arva: Kraus, Roberto, Fabio e Lara con Sam per festeggiare e raccontarci l'aldilà e l'aldiquà.

Sono molto felice, mi sento fortunata ad appartenere a questa speleo-famiglia.
...Continua

Laura@

Panoramica area carsica

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